mercoledì 10 marzo 2010

Un’altra storia triste - del 12/12/09

Wang Zhizhi è stato il primo atleta cinese a giocare in NBA, chiamato al draft (senza che si fosse candidato) nel 1999 dai Dallas Mavericks. Quello che molti non sanno è che Wang non fu il primo giocatore cinese ad essere adocchiato da una squadra della National Basketball Association: questa è la storia di Hu Weidong, il più grande tiratore da 3 della storia della Cina e probabilmente anche il giocatore più sfortunato (alla pari con Ri Myung-hun).

Nato nel 1970, a quindici anni entra nella squadra giovanile dei Jiangsu Dragons (dove giocò anche Chris Andersen, sì quello di Denver), due anni più tardi grazie alle doti messe in vista nel campionato juniores inizia la sua avventura con la nazionale cinese, sempre juniores.
Passato alla squadra senior dei Jiangsu Dragons (dove giocherà fino al 2002) Hu abbatte vari record della lega cinese (CBA), tuttora imbattuti: 128 canestri da 3 punti nella stagione ‘96-‘97, 106 rubate nella stagione ‘99-2000, 575 tiri da 3 segnati e 466 palle rubate in carriera.
È proprio una palla rubata che lo rende celebre in patria e lo metterà in mostra a livello internazionale: ai mondiali del 1994 al Copps Coliseum di Hamilton, Canada, Hu ruba palla a Kevin Johnson e schiaccia tutto solo in contropiede. La Cina perderà 132-77 contro gli Stati Uniti (15 di Hu), ma quell’azione rimarrà per sempre negli occhi dei cinesi amanti del basket.
In quell’edizione dei mondiali Hu trascina la nazionale cinese (con 15 di media) all’ottavo posto (record della squadra ai mondiali) battendo Brasile (27 di Hu) e Spagna nei gironi eliminatori. Da ricordare il 9/14 da tre contro la Croazia.
Hu si ripete due anni più tardi ad Atlanta (12 di media), altro record per la nazionale del suo paese, ottavo posto alle olimpiadi battendo Angola e Argentina (22 di Hu) nei gironi. Stavolta 7/9 da tre, sempre contro la Croazia.
A questo punto l’NBA lo nota, un metro e novantotto, buon difensore ed eccelso tiratore da 3. L’occasione per il grande salto, la possibilità di diventare il primo giocatore cinese in NBA gli viene offerta dai Dallas Mavericks nel 1998, ma quello che probabilmente i Mavericks non sapevano è che Hu fosse al momento infortunato, questo problema alla gamba che lo tormenterà per tutta la carriera infatti non gli permette di firmare il contratto coi Mavs.
L’anno successivo Dallas, evidentemente alla ricerca di aprire al crescente mercato cinese, sceglie Wang Zhizhi.
Nonostante tutto, Hu Weidong continua a giocare nei Jiangsu Dragons e per la sua nazionale, vincendo il premio di MVP ai campionati asiatici del 1999. Sarà ancora nel roster della Cina a Sidney 2000 (9 di media per lui), dove la Cina batte Nuova Zelanda e Italia (8 di Hu), ma finisce decima. Nel frattempo con la nazionale ha già vinto 3 campionati asiatici, due medaglie d’oro ai giochi asiatici e un bronzo sempre ai campionati asiatici.
Ecco che arriva una nuova chance per Hu, durante il 2000 gli Orlando Magic gli offrono un contratto di 10 giorni. Hu s’infortuna di nuovo in allenamento. Perde la seconda occasione di giocare negli States, ma rimane fiducioso di poter essere richiamato in futuro. L’età e la predisposizione al rompersi però hanno minato la sua immagine in America e non viene mai più contattato.
Ai mondiali di Indianapolis Hu ne mette 14 contro la rappresentativa statunitense, partita in cui gli USA andranno sotto 28-16 nel primo quarto, per poi rimontare e vincere 84-65. La Cina vince una sola partita (contro l’Algeria) e Hu chiude con 11 punti di media.
Hu si ritira a 33 anni, dopo l’ennesimo brutto infortunio. Due anni più tardi accetta il posto di capo allenatore per la sua ex squadra. Subito dopo entra nello staff di Jonas Kazlauskas, capo allenatore della nazionale cinese dal 2005 al 2008 (attuale head coach della Grecia). Al momento è inattivo.
In occasione delle olimpiadi ha portato la torcia olimpica (infortuni permettendo), quasi per ribadire la sua presenza nell’olimpo del basket asiatico.

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