mercoledì 10 marzo 2010

Le interferenze della politica - del 31/10/09

Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 l’NBA sviluppò un certo interesse verso i giocatori estremamente alti. In quegli anni in NBA infatti compaiono il sudanese Manute Bol (624 partite in NBA), 231 centimetri, seguito dal rumeno Gheorghe Muresan (307 partite), 231 centimetri anche per lui e infine l’americano Shawn Bradley (832 partite e un Campionato Europeo con la Germania nel 2001) e i suoi 229 centimetri.
È in questo contesto che gli scout nordamericani notano il pivot della nazionale nordcoreana, Ri Myong-hun (anche scritto Ri Myung-hun), un ragazzo del ’67 alto 235 centimetri.
La statura impressionante, le buone capacità fisiche e tecniche e le prestazioni nel Campionato Asiatico, convinsero gli addetti ai lavori a dargli un’occasione. Cercarono di portarlo negli States dalla porta posteriore, tramite allenamenti intensivi e corsi di lingua inglese in Canada, sotto le attenzioni del decennale coach della nazionale della foglia d’acero Jack Donohue. Qui prese pure il nome inglese di Michael Ri, in onore del suo idolo Michael Jordan (chi altri se no?).
cina2Ma Ri non arrivo mai negli USA. Il Trading with the Enemy Act, all’epoca ancora attivo per la Corea del Nord, vietava infatti ogni rapporto economico con i nemici degli Stati Uniti, e fermò una prima volta il suo approdo nell’NBA. Fu l’NBA stessa a vietare a tutte le squadre di mettere sotto contratto il ragazzone.
A seguito degli sforzi degli sponsor per procurargli un visto lavorativo negli Stati Uniti, gli venne concesso il permesso di entrare nel paese, a patto che neanche un dollaro venisse spedito in Corea.
A questo punto Ri sembrava aver finalmente la possibilità di confrontarsi con i grandi del basket, dichiarò pure di disinteressarsi completamente del guadagno (e della politica), voleva solo giocare a basket e giocarlo in NBA; ma fu proprio la politica a fermare la sua corsa ancora una volta. Per ripicca, il governo nordcoreano gli vietò di andare in America.
Quando finalmente l’embargo alla Corea del Nord cessò, nel 2008, Ri era già quarantunenne e ormai impossibilitato ad affrontare una carriera in NBA.

Un caso simile, ma con finale diverso, riguardò il giocatore iraniano Hamed Haddadi, ora ai Memphis Grizzlies.

Per un breve periodo Ri Myong-hun è stato anche riconosciuto dal Guinness dei Primati come l’uomo più alto del mondo.
Nell’ottobre del 2002 in molti sognavano la sfida tra la fresca prima scelta NBA Yao Ming e Ri alle semifinali degli Asian Games, ma nonostante i 23 punti e 17 rimbalzi del pivot nordcoreano, la nazionale della Repubblica Popolare di Corea non superò il Kazakistan nei gironi eliminatori, privando dunque gli appassionati di basket di questo scontro tra giganti del basket.

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