Questa settimana Basket a mandorla si sposta verso ovest per raccontare la storia di Arsalan Kazemi, il primo giocatore iraniano a giocare nella div. 1 del college USA.
Arsalan arriva negli USA nel 2008 grazie alla pubblicità del libanese Anthony Ibrahim (che di solito sponsorizza giocatori del Libano tra gli allenatori di college). Ibrahim infatti mostra i video di Kazemi a vari allenatori di college che lo giudicano decisamente un giocatore da division 1, ma essende del ’90, Kazemi non è ancora in età da college, quindi frequenta per un anno la Patterson High School dove incontra Ahmad Ibrahim (due anni più giovane), stella nascente del basket libanese ora a Mountain State Academy.
A luglio 2009 Kazemi partecipa ai mondiali under 19 in Nuova Zelanda con la sua nazionale, la competizione non va bene per la compagine iraniana che chiude quindicesima col triste record di una vittoria e quattro sconfitte, ma Kazemi (2 metri e 1 per 102 kilogrammi) si mette in mostra con le sue doti di all-around e come miglior realizzatore per l’Iran. A novembre accetta la chiamata di Rice University di Houston, rifiutando le offerte di Maryland e Oklahoma State tra le altre.
Non è subito amore tra Kazemi e i tifosi di Rice: alla prima apparizione sul parquet viene accolto con il totale silenzio del Tudor Fieldhouse, vista anche l’aria che tira tra Iran e USA. Dispute politiche che anche a lui hanno creato non pochi problemi, dovendo addirittura ricorrere all’aiuto di Bill Clinton in un’occasione.
Ma col tempo, come nelle migliori storie sportive firmate Disney, Kazemi conquista l’affetto dei fans, grazie soprattutto alle sue prestazioni in campo. Nella stagione da freshman “The Beast of Middle-East” mette a referto 10.4 punti e 9 rimbalzi a partita. I suoi 260 rimbalzi da freshman sono il record di Rice University, ed è notizia di ieri la nomina di Kazemi nella “Conference USA All-Freshman Team”, ossia il quintetto ideale tra i giocatori al primo anno nella conference USA (la conference di Rice University).
La curiosità è che Kazemi non è il primo giocatore iraniano a giocare in un college statunitense, l’onore del caso va a Fereidoun M. Esfandiary, altrimenti noto come FM-2030, scrittore e filosofo transumanista, nonché primo uomo ad usufruire della vetrificazione crionica – egli infatti è morto nel 2000 di cancro al pancreas e si è fatto congelare confidando che in futuro gli umani raggiungano una tecnologia talmente avanzata da permettergli di guarire. Beh, Esfandiary, prima di diventare celebre per le sue idee, ha giocato con la nazionale iraniana alle olimpiadi di Londra del 1948 (l’Iran arrivò quattordicesimo battendo solo l’Irlanda) e in seguito studiò a Berkeley, UCLA e Los Angeles City University senza però lasciarci alcuna statistica come giocatore di pallacanestro.
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