mercoledì 10 marzo 2010

A spasso per l’Asia - del 21/11/09

Cominciamo un tour dei campionatici asiatici nelle loro caratteristiche, storie e giocatori “particolari”. Cominciamo con un’occhiata all’Asia più orientale:


Giappone – BJ-League e JBL

In Giappone esiste un sistema un po’ contorto di campionati: ci sono due leghe, la Basketball Japan – League e la Japanese Basketball League (entrambe sottostanno alla JABBA, la federazione giapponese della pallacanestro). La prima è considerata la più importante, sono entrambe leghe professionistiche ed entrambe sono organizzate con il sistema della franchigie tipico delle leghe sportive americane. Non ci sono promozioni o retrocessioni tra le due leghe ma solo all’interno della JBL. Le squadre della JBL sono quasi tutte sponsorizzate dai grandi brand giapponesi.
La BJ-League è stata vinta nelle sue prime tre edizioni dagli Evessa di Osaka (nome che deriva da un personaggio della mitologia giapponese) e nell’ultima edizione, quella dell’anno scorso, dai Ryukyu Golden Kings.
Nonostante la massiccia presenza di giocatori americani, raramente ci sono giocatori sopra i due metri. Questo fatto è dovuto sia alla genetica che alla selezione sportiva del paese del Sol Levante. Se da un lato i giapponesi raramente raggiungono certe stature, dall’altro i rari casi di atleti molto alti scelgono altre discipline, non essendo la pallacanestro lo sport più in voga nel paese.
Nella JBL gioca una vecchia conoscenza del basket italiano, Charles O’Bannon (48 presenze in NBA) fratello del più celebre Ed O’Bannon. Sempre nella JBL gioca il primo giapponese ad aver calcato i campi della NBA, Yuta Tabuse. Beniamino dei tifosi dei Suns, giocò appena 4 partite in NBA. Fu scelto più per questioni di marketing che tecniche.
Nella BJ-League gioca l’italo-americano Christopher Mortellaro, ex Jesi.
La nazionale (con soli 4 giocatori sopra i due metri) vanta 6 presenze alle olimpiadi, 4 ai mondiali (l’ultima da organizzatrice, nel 2006, allenata da Željko Pavličević) e ben due titoli asiatici (è da segnalare come in entrambe le occasioni mancasse la rappresentativa cinese).
In campo femminile vinse un argento ai mondiali del ’75.
Visti anche i motivi sopra, la pallacanestro non è certo lo sport più amato in Giappone, difficilmente ruberà l’attenzione al baseball, il calcio e gli sport di combattimento, ma è bello segnalare come dopo la pubblicazione del celebre manga Slam Dunk di Takehiko Inoue ci fu un boom di praticanti. D’altronde anche Hidetoshi Nakata, forse l’atleta giapponese più famoso in Italia, disse di aver cominciato a giocare a calcio dopo la pubblicazione di Captain Tsubasa (Holly e Benji per intenderci).

Corea del Sud – KBL
Eccoci alla KBL, la lega professionistica di pallacanestro del paese del Kimchi (un cibo che non vorreste assaggiare). 10 squadre (sponsorizzate dai grossi marchi coreani come Samsung e LG) che possono avere solo due stranieri nel roster (in passato i giocatori stranieri non potevano eccedere i 6 piedi e 8 pollici). Qui la competizione è più aperta che in Giappone e i titoli in gioco dal 1997 (anno di fondazione della lega) sono stati spartiti fra più squadre, l’ultimo andato ai Jeonju KCC Egis.
Con i Seoul SK Knights gioca Samaki Walker, giramondo del basket che giocò anche nei Lakers. In KBL sono passati e giocano tuttora vari giocatori americani scelti al draft NBA e poi scomparsi dalla scena americana, come ad esempio Dontae’ Jones, Sam Clancy Jr, Andre Brown, Chris Porter e Joe Ira Clark.
Il primo e unico sudcoreano a giocare in NBA fu Ha Seung-jin (221 centimetri) attuale pivot della nazionale, fratello di Ha Eun-joo (203 centimetri!) pivot della nazionale femminile che giocò in WNBA. Brevi comparsate in America per entrambi.
A Maryland gioca Kim Jin-soo, è la vera promessa del basket coreano, primo giocatore sudcoreano a giocare in NCAA.
La nazionale maschile conta 6 presenze alle olimpiadi (ultima nel ’96) e altrettante al mondiale (ultima nel ’98), inoltre ha vinto in due occasioni ai campionati asiatici: nel ‘97 battendo la Cina in finale e nel ’69.
Molto più vincente la compagine femminile con un argento olimpico, due argenti ai mondiali e tredici titoli continentali.

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