mercoledì 10 marzo 2010

Un futuro non troppo remoto - del 19/12/09

SPRINGFIELD, MA – 19/02/2028 – Alla veneranda età di 48 anni, Yao Ming è entrato ieri nella Hall of Fame del basket. L’allenatore degli Shanghai Sharks, divo degli Houston Rockets nei primi decenni del secolo, era presente ieri alla cerimonia in un elegante completo blu accompagnato dalla compagna storica Ye Li e dal figlio Michael Yao (centro di Houston University, che sta dominando la NCAA, in aria di draft l’anno prossimo). Alla consegna del premio Yao ha ringraziato Lu Hao, il suo agente cinese all’epoca dell’esordio in NBA, e Carroll Dawson, GM dei Rockets che scelsero Yao al primo pick (fu il primo giocatore internazionale ad essere scelto per primo in NBA e a non aver studiato negli States). Yao ha voluto anche esprimere un ringraziamento a Wang Zhizhi, storico compagno nella nazionale che aprì la strada dell’NBA ai giocatori cinesi.
La consegna del premio è avvenuta in diretta televisiva in tutto il territorio cinese, il megaschermo in piazza Tian’anmen a Pechino ha permesso a più di 500mila persone di assistere in diretta. Negli ambienti giornalistici pechinesi gira voce che già domani il megaritratto di Mao Zedong all’entrata della Città Proibita verrà sostituito (temporaneamente?) da un ritratto del gigante di Shanghai.
Yao l’anno scorso ha avuto la gioia di recitare per la quarta volta in un film (come molti suoi predecessori nel basket cinese da Mu Tiezhu a Mengke Bateer), esperienza cinematografica la sua che molto probabilmente non finirà qui: dopo una richiesta a furor di popolo è già in fase di produzione la seconda rappresentazione su pellicola della sua vita.
yaoTra il pubblico alla cerimonia di premiazione c’erano anche i suoi ex compagni di squadra a Houston Shane Battier e Luis Scola. Ambedue hanno ringraziato Yao per l’aiuto che ricevettero ai tempi del suo esordio in fatto di fama, soprattutto in Asia (per non parlare di marketing, il marchio inventato da Battier è il secondo colosso dei prodotti sportivi in Cina), e per i successi che la squadra raggiunse (comunque troppo pochi).
Yao ha lasciato il basket giocato ormai da più di dieci anni dopo l’ennesimo infortunio al piede, e in questi giorni sta cercando di portare i suoi Shanghai Sharks ai playoff della CBA, obiettivo che da allenatore non ha ancora raggiunto nei due anni in cui ha guidato la squadra. Il flop da allenatore non ha certo cancellato la sua fama internazionale: il cinese più famoso del secolo viene ancora ricordato in tutto il mondo per le sue eccellenti doti fisiche e tecniche, mentre in patria ha raggiunto già da tempo lo status di divinità, dall’anno del titolo NBA con i Rockets.

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