Nato nel marzo 1969, Chris Jackson è stato uno dei più grandi giocatori della storia del college americano degli anni ‘80. Nella stagione 88/89 con Louisiana State, al suo primo anno nei college, Chris segnò 30 punti a partita di media, andando due volte oltre i 50.
Era talmente forte che un tale Alonzo Mourning (all’epoca a Georgetown) disse che Chris Jackson era il più grande tiratore del paese. Nell’anno da sophomore Jackson ne mette 29 di media.
L’anno successivo decise di provare con i professionisti e i Nuggets lo presero come terza scelta. Alla fine di entrambe gli anni passati al college viene inserito nel primo quintetto degli All-American.
Nel 1993 Chris Jackson cambia nome all’anagrafe per seguire la propria fede religiosa e diventa Mahmoud Abdul-Rauf.
Abdul-Rauf colleziona 586 presenze in NBA (con Denver, Sacramento e Vancouver) navigando a 14,6 punti di media, vincendo nel 1993 il premio come Most Improved Player. Colleziona pure una squalifica perché si rifiuta di alzarsi durante l’inno americano. Stern lo squalifica per ben UNA partita, salvo poi arrivare ad un compromesso: Abdul-Rauf deve alzarsi in piedi durante l’inno, ma può tenere gli occhi chiusi e la testa abbassata. Mahmoud approfitta delle occasioni per recitare dei versi del corano.
Abdul-Rauf va vicino al ritiro più volte durante la carriera, lasciata l’NBA diventa un giramondo giocando in vari campionati europei (passa anche per Roseto).
Dopo un anno di pausa, nella stagione 2008/09 si accasa all’Al-Ittihad di Jedda, nel campionato saudita.
Nell’agosto del 2009, ormai superati i 40, Mahmoud Abdul-Rauf sceglie il Giappone. Da 6 mesi gioca nei Kyoto Hannaryz nel massimo campionato giapponese, viaggia a 15.6 punti in 28 minuti di media nelle 20 partite giocate. Un po’ poco per un giocatore che spazzava tutti al college e per il livello del campionato giapponese, ma 40 sono 40 e si sentono, come si sentono pure i diversi anni passati senza giocare.
Chi invece continua a pasturare basket è Stephon Marbury: in settimana Starbury ha messo a referto la prima tripla doppia nella CBA. L’enorme talento del newyorkese si sta manifestando in tutta la sua splendidezza, non come il talento di altri ex-NBA passati di qua. Marbury infatti non si limita a segnare, tirando il giusto, ma smazza anche un invidiabile numero di assist, dimostrando di essersi messo a disposizione della squadra. Squadra però che rimane ancora nelle zone basse della classifica (appena 12esima su 17) con un record di 9-18. Da segnalare anche i 40 punti di Wang Zhizhi, altra vecchia conoscenza della NBA, nell’ultima giornata.
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